In questa lezione esploreremo un tema fondamentale attraverso i capitoli XII e XIII del Tao Te Ching:La differenza tra interno ed esterno. Laozi non era solo un filosofo, ma anche un profondo osservatore psicologico. Ha compreso che la fonte del dolore umano risiede spesso nell'«esplorazione verso l'esterno» e nel «troppo attaccamento all'Io».
1. Sovraccarico sensoriale e riduzione della percezione
Testo originale:«Cinque colori rendono ciechi gli occhi, cinque suoni rendono sordi gli orecchi, cinque sapori rovinano il palato...». Laozi ci avverte che quando la vita è riempita da colori estremi, melodie confuse e sapori intensi, i sensi perdono la capacità di distinguere la verità sottile. Questo è un deterioramento spirituale causato dall'«esplorazione verso l'esterno».
2. «Per il ventre, non per gli occhi»: la logica del valore da scegliere
La saggezza dei santi risiede nel «abbandonare ciò che è fuori, prendere ciò che è dentro».«Ventriglio»simboleggia la stabilità della sostanza vitale e i bisogni fondamentali, rappresentando la disciplina interna; mentre«Occhi»simboleggia il desiderio insaziabile e la vanità esteriore. Non si tratta di astinenza, ma di scegliere di tornare a uno stato di vita più semplice e autentico.
3. L'attaccamento all'Io (avere un corpo) è la radice dei problemi
Il capitolo tredici afferma:«È perché ho un corpo che ho grandi problemi». Qui «corpo» indica un forte attaccamento all'Io individuale (Ego). Reagiamo così fortemente all'onore e al disonore («l'onore mi sorprende, il disonore mi sorprende») perché ci importa così tanto dell'immagine dell'Io. Solo superando il sé piccolo, amando il mondo con la stessa cura con cui si ama il proprio corpo, si può essere all'altezza di grandi responsabilità.